giovedì 22 giugno 2017

Acqua Emergenza siccità. Dall'Emilia alla Sardegna: manca l'acqua in diverse regioni. Stato di calamità a Parma e Piacenza. E il caldo non molla.

Crisi idrica anche in aree della Toscana e della Sicilia.

Caldo record, siccità e assenza di acqua rischiano di mettere l'Italia in ginocchio. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio delle Province di Parma e Piacenza, in conseguenza della crisi idrica in atto, dovuta a un lungo periodo di siccità a partire dall'autunno 2016, aggravato dalle elevate temperature estive e dai rilevanti afflussi turistici che hanno determinato un considerevole aumento delle esigenze idropotabili. 
 
Lo rende noto il comunicato stampa del Cdm. Quella dei territori emiliani è solo una delle conseguenze dell'innalzamento delle temperature.
Anche la Regione Sardegna ha consegnato oggi al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale dovuto al perdurare della siccità in tutta l'Isola. Il documento è stato presentato dall'assessore dell'Agricoltura, Pier Luigi Caria, durante un incontro sulla riorganizzazione delle attività di Agea, l'Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura. Sulla scia dell'atto presentato dalla Sardegna si è posizionata la Regione Toscana, anch'essa duramente colpita dal fenomeno siccitoso, mentre l'Emilia Romagna ha già deliberato sulla crisi idrica. Crisi che ha colpito anche la Sicilia.

"Affrontare questo percorso al fianco di altre Regioni non può che rafforzare la richiesta di stato di calamità che abbiamo licenziato martedì in Giunta - ha sottolineatoo Caria - Una richiesta che dal confronto con gli altri assessori regionali dell'Agricoltura sembra sarà avviata anche da altri territori". In occasione della sua relazione, l'esponente della Giunta Pigliaru ha ricordato la condizione di estrema gravità in cui versa tutto il comparto agro-zootecnico isolano. "Ho spiegato al ministro - ha detto l'assessore - che, prima della siccità, il nostro mondo delle campagne è stato vittima di altri pesanti eventi calamitosi: dalle nevicate e dalla tromba d'aria di gennaio alle gelate di aprile. Un mix di criticità che, per quanto riguarda il settore ovicaprino, si somma al basso prezzo del latte pagato alle nostre 11mila aziende pastorali. Adesso è chiaro a tutti in che condizioni versa uno dei comparti più importanti della nostra Isola"

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