lunedì 3 luglio 2017

IL MODELLO SARACENA


ACQUA_PUBBLICAÈ l’unico Comune in Italia dove l’intero Servizio Idrico Integrato è veramente pubblica. Saracena si trova sul Pollino, in provincia di Cosenza. L’amministrazione comunale gestisce, di fatto, l’intero ciclo dell’acqua evitando di esternalizzare il servizio, o parte di esso, a società realizzate ad hoc dalla Regione Calabria, come la SoRiCal SpA.

Dalla captazione all’adduzione, alla distribuzione e alla depurazione: tutto è in mano ad un soggetto interamente pubblico che così riesce a far pagare di meno i cittadini del piccolo paese sul cosentino. “La Calabria – spiega il primo cittadino – è una terra ricca di acqua e dovremmo avere un servizio efficiente. Ma abbiamo un sistema di gestione che è sbagliato. Pensate che gli altri Comuni devono pagare 1 euro e 20 centesimi al metro cubo l’acqua che noi prendiamo gratis. Ci siamo riappropriati dell’intero ciclo dell’acqua e abbiamo anticipato il risultato del referendum“. Per fare ciò è stata necessaria anche un’azione di forza nei confronti della Regione che aveva affidato alla Smeco la gestione del depuratore. “Era una gestione inefficiente che ci costava 54mila euro l’anno. Nel 2012 abbiamo rotto il lucchetto di ingresso del depuratore e lo abbiamo rimesso in funzione. Oggi ci costa solo 19mila euro l’anno.
La gestione del Servizio Idrico Integrato (ed anche dei rifiuti) nel Comune di Saracena (CS) avviene tramite una Azienda Speciale di Diritto Pubblico. L’azienda speciale Pluriservizi di Saracena riesce a determinare un prezzo per l’acqua decisamente inferiore alla media nazionale (0,26 euro al metro cubo contro il minimo secondo il garante di 1,40 euro).
La chiave di questa gestione è stata la creazione di un’ azienda speciale di diritto pubblico, che permette una gestione pubblica ed in economia di un bene comune come l’acqua.
Tutto ciò però non piace all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico per il costo dell’acqua. Infatti, secondo l’Authority il costo del servizio idrico del comune è troppo basso (vedi il servizio de “Il Fatto Quotidiano” di Lucio Musolino),e ha chiesto al sindaco Mario Albino Gagliardi di adeguare la tariffa alla media nazionale, ossia quintuplicare la tariffa pagata dai cittadini.
Ribadiamo che Saracena è l’esempio concreto della priorità della battaglia in favore dell’acqua pubblica. Perché si tratta di un bene naturale e un diritto umano universale. Questa scelta l’ha voluta rimarcare facendo propri i principi della proposta regionale di iniziativa popolare “Tutela, governo e gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua” promossa nel 2013 dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”.
Per avere una cronistoria della vicenda, di seguito pubblichiamo la delibera dell’Authority e del consiglio comunale di Saracena oltre ad alcuni comunicati e video sull’esperienza virtuosa di Saracena.

LE DELIBERE

I COMUNICATI

I VIDEO

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