martedì 19 dicembre 2017

Debutta Potere al popolo: «Non siamo la terza lista di sinistra, ma l’unica»

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Domenica mattina a Roma, all’Ambra Jovinelli, ci sarà il debutto della lista Potere al popolo. L’appello alla costruzione di un soggetto nazionale, in grado di misurarsi alle prossime politiche, è stato lanciato il 18 novembre dagli attivisti napoletani dell’Ex Opg Je so’ pazzo.
Nella capitale dopodomani arriveranno reti civiche, collettivi e spazi sociali (Catai di Padova, Spazio Inkiostro Firenze, Clash city workers, i Ragazzi della piazzetta di Catania, Spazio eQual di Mantova, Napoli direzione opposta, tra gli altri), sindacati di base, comitati ambientali come No Tav, No Tap e No Muos, soggetti strutturati come Rifondazione comunista, Rete dei comunisti, Sinistra anticapitalista e Pci (ex Pdci).
Sono previsti bus da Lombardia, Toscana, Abruzzo, Campania e Puglia. Parteciperanno Maite Mola (vice presidente del Partito della Sinistra europea), rappresentanti della Coalizione Internazionale Sans papier e migranti, di Podemos e France Insoumise, l’ambasciatrice palestinese in Italia Mai Alkaila, Haidi Gaggio Giuliani, lavoratori di vertenze simbolo come Almaviva e Ast di Terni, il collettivo Askavusa di Lampedusa impegnato nelle reti antirazziste, Marta Fana e Francesca Fornario.

«Discuteremo del programma – spiega Matteo Giardiello, dell’Ex Opg – a partire da quanto sviluppato dalle assemblee territoriali e dai contributi arrivati sulla piattaforma internet di Potere al popolo. In un paese molto diseguale come l’Italia, certi temi si ripetono ovunque, ad esempio lavoro precario, a nero o mancanza di lavoro; attacco all’ambiente e ai beni comuni; un’accoglienza nei confronti dei migranti priva dei requisiti minimi di decenza».
Gli attivisti si sono ritrovati a Piombino con l’acciaieria chiusa, l’area da bonificare, i lavoratori in cassa integrazione e lo spettro della privatizzazione del settore dell’acciaio. A Viareggio è a rischio la pineta per permettere l’ampliamento dei bacini navali privati. A Bari i comitati lottano per ripubblicizzare l’acquedotto.
Al primo punto del programma c’è l’attuazione della Costituzione e a seguire: lavoro, mutualismo e solidarietà dal basso; un welfare che ridistribuisca la ricchezza facendo pagare le tasse ai patrimoni; nazionalizzazione dei servizi e difesa del pubblico a partire da istruzione e sanità; migranti e accoglienza; autodeterminazione e difesa dei diritti Lgbtqi.
«Non siamo la terza proposta di sinistra ma l’unica – prosegue Matteo -. Il Pd porta avanti politiche di destra mentre Leu significa liberi da Renzi e uguali a Renzi. D’Alema, Bersani non hanno un programma chiaro di rottura, poi ci sono personaggi come Bassolino che, come governatore della Campania è stato responsabile di disastri che stiamo ancora pagando. E rifiutiamo anche l’accostamento a Casa Pound nella riedizione degli “opposti estremismi”. Siamo quelli che danno una risposta ai bisogni dei ceti popolari e su queste pratiche costruiamo un soggetto che dà loro voce».
Gli attivisti dell’Ex Opg alle scorse elezioni comunali appoggiarono il sindaco Luigi de Magistris contro il candidato di Forza Italia, Gianni Lettieri. Alle politiche de Magistris non ha ancora deciso se scenderà in campo, è concentrato sull’approvazione della norma che dovrebbe salvare i comuni in predissesto, un’interlocuzione privilegiata per adesso non c’è.
«Alle comunali – spiega Matteo – abbiamo sperimentato il controllo popolare, cioè ci siamo impegnati a presidiare i seggi per cercare di bloccare i casi più eclatanti di compravendita di voti. Portiamo il controllo popolare anche nei Cas, siamo andati all’Ispettorato del Lavoro per reclamare verifiche per chi sfrutta i dipendenti».

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