martedì 30 agosto 2016

"Le case crollano perché il principale business di questo paese è l'edilizia". La dura requisitoria di Salvatore Settis



controlacrisiAutore: fabrizio salvatori
Sulla fragilità del nostro territorio, i numeri sono eloquenti: 100.000 alloggi a rischio rientranti nell’edilizia storica delle grandi città, e circa 400.000 alloggi a rischio dell’edilizia storica nel resto del Paese. In totale le case che hanno più di 40 anni di vita sono 800.000 e due milioni sono le unità abitative legate al boom edilizio degli anni ’60, costruite in zone di cui non si conosce la struttura geologica sottostante. Vi sono poi quasi un milione di edifici abusivi multipiano, che sono mano a mano condonati. "Quindi il problema è la messa in sicurezza di tutto questo patrimonio abitativo e per poterlo fare c’è bisogno di un piano nazionale”. A sottolinearlo è stato il segretario generale della Fillea, il sindacato delle costruzioni della Cgil, Alessandro Genovesi nel corso dello speciale sul terremoto messo in onda ieri da Radio Articolo 1, e al quale ha partecipato anche il professor Salvatore Settis.

1930: in soli tre mesi il fascismo ricostruì il Vulture terremotato

http://www.secoloditalia.it/

1930: in soli tre mesi il fascismo ricostruì il Vulture terremotatoIn un momento così drammatico per l’Italia il premier Matteo Renzi polemizza con la ricostruzione dell’Aquila anziché concentrarsi esclusivamente sul sisma che ha colpito la zona di Amatrice. Vedremo cosa saprà fare lui. Ed è bene, in questo momento, ricordare altri terremoti, come quello del Vulture del luglio 1930, avvenuto sempre sulla dorsale appenninica a rischio, poco a Sud da quello del 24 agosto e di magnitudo superiore, 6,7, che causò anche un numero maggiore i vittime, 1404. Il terremoto prende il nome dal Monte Vulture alle cui pendici si verificarono ingenti danni, e colpì la Basilicata, la Campania e la Puglia, in particolare le province di Potenza, Matera, Benevento, Avellino e Foggia. Il terremoto interessò oltre 50 comuni di 7 province. Benito Mussolini, non appena ebbe notizia del disastro convocò il ministro dei Lavori Pubblici, Araldo di Crollalanza e gli affidò in toto l’opera di soccorso e ricostruzione. Araldo di Crollalanza,classe 1892, fu ministro dal 1930 al 1935. Successivamente divenne presidente dell’Opera nazionale combattenti, e legò il suo nome alla bonifica dell’Agro Pontino. Già squadrista nella Marcia su Roma, fu console della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, Podestà di Bari, nella Repubblica Sociale Italiana fu commissario straordinario pe ril parlamento, nel quale aveva seduto per tre legislature. Dopo la guerra fu arrestato ma immediatamente prosciolto. Nel 1953 divenne parlamentare del Movimento Sociale Italiano e fu rieletto ininterrottamente fina alla sua morte, avvenuta nel 1986. A lui sono dedicate vie e piazze nell’Agro Pontino e un Puglia.

Il sisma del Vulture causò 1404 morti

Drone shows live aerial view of devastation in Amatrice

I bilanci comunali sotto la lente della società civile

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Corso bilanciLo scorso 9 luglio si è chiusa con successo la prima edizione del corso di formazione “Sbilanciamo le città. Capire e cambiare i bilanci locali”, organizzata a Roma da Sbilanciamoci! e openpolis. Quaranta persone da tutta Italia – singoli cittadini, membri di associazioni, movimenti, partiti, sindacati, rappresentanti eletti, e moltissimi i giovani – hanno preso parte alla due giorni del corso, che è servito per rispondere a questioni cruciali per tutti quelli che sono impegnati o intendono impegnarsi sul territorio in percorsi di attivismo e partecipazione civica, sociale, sindacale, politica: come si legge un bilancio comunale? Da quali voci è costituito, e come viene organizzato? Come valutarne la trasparenza e l’affidabilità?
Il corso ha avuto appunto l’obiettivo di fornire le competenze e gli strumenti essenziali per comprendere e analizzare i bilanci dei comuni: una cassetta degli attrezzi utilissima, proprio perché la capacità di condurre in modo efficace mobilitazioni, campagne, vertenze locali non può prescindere dall’acquisizione di una conoscenza adeguata e aggiornata della finanza locale. Questo vale a maggior ragione oggi, in una fase economico-finanziaria estremamente complicata per i Comuni: ad essi, secondo l’Anci, è stato chiesto di contribuire al risanamento della finanza pubblica con 17 miliardi di euro dal 2008 al 2015 (oltre 12 dei 17 totali sono arrivati a partire dal 2010).

avidità

La crescita c'è in Italia!!! ... degli affitti delle stanze a carico degli studenti fuorisede!

http://www.controlacrisi.org/


TOR: cosa è, come funziona, alcuni link utili

http://hacktips.it/

Tor-onion-network
Sono anni che sentiamo parlare di TOR, dell’anonimizzazione e di come questo sistema ci permetta di navigare in completa autonomia e privacy senza aver paura di venire tracciati o rintracciati.
Tor, acronimo di The Onion Router, è un sistema di comunicazione anonima per internet, il quale protegge gli utenti dall’analisi del traffico e dal rintracciamento attraverso una serie di nodi gestiti da volontari che permettono il traffico in uscita e la realizzazione di servizi anonimi nascosti.
Gli utenti usano TOR per evitare di essere tracciati dagli ISP (o evitare i blocchi messi dagli stessi) , dai siti o semplicemente vogliono evitare di rilevare la loro posizione geografica.

Primo summit europeo per la Free Software Foundation

http://www.miamammausalinux.org/


free software foundation europe
La FSFE (Free Software Foundation Europe) ha organizzato per le giornate dal 2 al 4 Settembre il suo primo summit europeo, che si terrà a Berlino.
In occasione del suo 15 compleanno, e quale migliore occasione per fare il punto della situazione?
In questi anni molti successi sono stati portati a casa, da battaglie legali relative all'antitrust verso grosse aziende software, ai lavori -con esito positivo- per rendere il Free Software la prima scelta per diversi stati membri (tra cui, ricordiamo, anche l'Italia).
L'evento, quindi, non sarà particolarmente tecnico, ma si parlerà prevalentemente di problemi sociali, politici e strategie d'impresa, il tutto in salsa Free Software, con lo scopo ultimo di incoraggiare l'adozione del software libero nelle case, nelle aziende e nelle istituzioni pubbliche.
Sarà presente anche l'italiana Sonia Montegiove, che spiegherà come l'esercito italiano ha migrato a LibreOffice, ed il presidente della FSFE Matthias Kirschner terrà un discorso sucome affrontare le incomprensioni più dure a morire associate al Free Software.
Se amate i congressi più tecnici, comunque, non disperare: insieme a questa conferenza si terrà anche il QtCon (di cui si parlerà delle famose librerie su cui si basta il window manager KDE), il KDE's aKademy e la conferenza annuale di VLC, il famoso player multipiattaforma.
Sarà bello pieno quindi il Berlin Congress Center e, se vi capita di essere da quelle parti in quel periodo, può essere un'ottima occasione per parlare di tecnicismi e non.

Guerre nel Mondo. Siria, Pentagono: “Inaccettabili gli scontri tra Turchia e curdi. Il nemico è l’Isis”.


Gli Usa specificano di non sostenere le azioni militari della Turchia nel nord della Siria. E Ankara risponde: "Gli Stati Uniti dovrebbero mantenere la parola data e costringere i curdi siriani del Pyd a ritirarsi a est dell'Eufrate".
Gli scontri tra l’esercito turco e le forze curde in aree dove Isis non è presente sono “inaccettabili e fonte di forte preoccupazione”. A riferirlo è l’inviato speciale di Obama per la lotta all’Isis, Brett McGurk, che cita un intervento del portavoce della Difesa americana, Peter Cook. Il riferimento è alle “notizie di raid e scontri a sud di Jarablus tra le forze turche, alcuni gruppi di opposizione e le unità affiliate alle Sdf (Forze democratiche siriane a maggioranza curda, ndr)”, che gli Stati Uniti stanno monitorando. Azioni militari, specifica McGurk, che “non sosteniamo” e nelle quali gli Usa “non sono stati coinvolti”, né hanno avuto qualche ruolo nel loro coordinamento. “Di conseguenza – prosegue – invitiamo tutti gli attori armati a prendere le misure appropriate per fermare le ostilità e aprire canali di comunicazione, focalizzandosi sull’Isis, che rimane una minaccia letale e comune”.

Canapa. Gli abitanti della prima casa in canapa italiana: “Materiale eccezionale, viviamo benissimo”.


“Sono meravigliato di come si vive in questa casa”, ha raccontato il signor Franchini a canapaindustriale.it spiegando che: “Ero abituato alle case normali ed a sentire l’umidità, ora quella sensazione sulla pelle è solo un ricordo e secondo me è una cosa eccezionale”. A maggior ragione se si pensa che la zona è in piena pianura Pianura Padana con temperature e tassi di umidità che in estate sono davvero elevati. “Quando vieni da fuori ed entri in casa è una sensazione bellissima, ormai ci sono abituato ma le prime volte rimanevo stupito e sono davvero contento di questa scelta”.
Ci troviamo a San Giovanni in Persiceto in provincia di Bologna ed il progetto, curato da Olver Zaccanti, geometra e tecnico di ANAB che da anni si prodiga per far conoscere questo metodo di costruzione sostenibile, è iniziato nel 2009 ed è stato completato nel 2012. Nel mezzo c’è stato il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna e fatto crollare o danneggiato diverse abitazioni della zona, ma quella dei signori Franchini ne è uscita indenne grazie alle caratteristiche della canapa e calce; come ha spiegato Zaccanti, “dal punto di vista antisismico la canapa e la calce sono perfettamente in sintonia con la struttura in legno all’interno e quindi si muovono in armonia tra di loro senza creare lesioni; naturalmente per terremoti di un certo tipo: se si va oltre il sesto-settimo grado della scala Richter cominceranno ad esserci delle lesioni anche in questo caso, però anche da questo punto di vista abbiamo a che fare con un materiale che eventualmente si potrebbe frantumare ma non rovesciare, migliorando anche in questo caso la sicurezza delle persone”.

Quel vicesindaco-geometra che ha costruito mezza Amatrice.

Amatrice (Afp)
Astraiamoci per un momento. E risaliamo solo a qualche giorno prima della bomba sismica che ha raso al suolo Amatrice. Che avrebbe raccontato un cronista paracadutato sul versante reatino dei Monti della Laga e del Gran Sasso? 

ilsole24ore.com 
 
Prima tappa obbligatoria l'ufficio del sindaco, Sergio Pirozzi, un ex calciatore, ora allenatore del Trastevere, squadra romana di serie D, con felpa salviniana, cranio rasato e frasi pronunciate all'indomani delle elezioni vinte per la seconda volta (ma prima ancora era stato vicesindaco) che valgono più di un manifesto politico: «Io sono il sindaco di chi mi ha votato!».
Si possono svolgere due lavori a tempo pieno così impegnativi? Ad Amatrice pare di sì. Pirozzi va giù come un caterpillar. E pure nelle scelte meno pirotecniche ha sempre lottato per salvaguardare la sua squadra (tic calcistico?), infischiandosene di etica e comportamenti equanimi. Un tifoso-allenatore, che nella composizione della formazione non guarda in faccia neppure alla buona creanza. Tanto che il suo vicesindaco (mai eletto in consiglio comunale), Gianluca Carloni, è un geometra che continua a lavorare nello studio tecnico con il fratello Ivo, un ingegnere che ha costruito mezza Amatrice e negli anni '90 aveva ristrutturato la caserma dei carabinieri di Accumoli, fortemente danneggiata dal sisma.

Crisi permanente e disoccupazione giovanile: una piaga globale.


ilo


Lo dice un rapporto recentemente pubblicato dall'International Labour Organization (ILO), che mette anche in guardia sul fatto che pure i giovani che lavorano si trovano spesso in situazioni di semi-povertà a causa di lavori precari e malpagati e che la percentuale di giovani che vogliono emigrare per sempre dal proprio paese è in costante crescita.
I dati dell'ILO ci dicono che a livello globale il tasso di disoccupazione dei giovani fra i 15 i 24 anni è salito dal 12.9 al 13.1 per cento, molto vicino quindi al picco toccato nel 2013 (13.2 per cento). Si noti che l'Italia è ben sopra questa media, visto che il suo tasso è attorno al 40 per cento (dati Istat).

Terremoto. Nell'era postmoderna, insicuri come migranti Cosa ci succede quando un terremoto fa crollare le nostre case, e con esse le nostre certezze?

Alla fine degli anni Novanta Zygmunt Bauman scrisse il libro “La società dell’incertezza”. Sanciva la fine dell’epoca delle sicurezze e della fiducia nell’avvenire. 

Nell'era postmoderna, insicuri come migrantiL'Espresso Wlodek Goldkorn 

Quella fiducia non era che un’illusione nata dalla convinzione di essere i protagonisti di un ininterrotto processo di progresso che a sua volta avrebbe dato a tutti gli esseri umani la possibilità di diventare padroni del proprio destino. Comprese le forze della natura.

Il sociologo polacco individuava vari tipi di protagonisti della modernità: il pellegrino, colui che marcia verso l’avvenire; il flâneur, l’uomo che osserva, ma senza illusioni. E poi, il vagabondo: il migrante, figura minacciosa, contrapposto al turista, che viaggia, ma sta di casa. Lo star di casa è rassicurante. In casa, abbiamo i nostri mobili e i nostri oggetti, le nostre foto e i cimeli della memoria (che nella postmodernità sta sostituendo la storia); a casa siamo capaci di muoverci al buio. La casa è la certezza, perché (lo aveva intuito Foucault) la modernità è una fabbrica di ordine e sicurezza.

Terremoto, l'appello-manifesto di M5s: "Ci vogliono risposte sensate, non contentini".

TERREMOTOEcco il testo.

Siamo ancora tutti sconvolti per la tragedia del terremoto che ha colpito Amatrice, e il Paese intero è costretto a chiedersi ancora una volta: si poteva prevenire questo disastro? Si poteva fare qualcosa PRIMA, in modo che danni e vittime fossero in numero almeno più contenuto se non irrisorio?
Sono domande che da anni ci poniamo, quando il terremoto colpisce puntualmente il nostro territorio destinato dalla geologia ai flagelli sismici. Domande alle quali non c'è mai una risposta sensata, condannati come siamo a un loop di stupore/disgrazia/stupore che somiglia sempre più ad un brutto incubo.
Nel momento del panico, delle macerie, si parla di pannicelli caldi come le "agevolazioni fiscali" (ovvero, miseri abbuoni sulle tasse per gente che ha perso tutto), o di "sospensione dei mutui" (che verranno richiesti senza pietà dopo qualche mese o anno, su case ormai ridotte in polvere). E poi si è coniata la magica locuzione "dopo-terremoto", astutamente messa lì - fateci caso - a sostituire la parola "ricostruzione" che fa venire i sudori freddi a qualsiasi governo.

Lavoro, Eurostat: “In Italia più di un disoccupato su tre ha rinunciato a cercare un posto”. E’ il dato peggiore nella Ue.

Lavoro, Eurostat: “In Italia più di un disoccupato su tre ha rinunciato a cercare un posto”. E’ il dato peggiore nella Ue

Tra il quarto trimestre del 2015 e il primo del 2016 il 37,1% degli italiani senza occupazione è passato nelle fila degli inattivi, cioè quelli che hanno smesso di cercare un posto. La percentuale è più del doppio rispetto alla media europea, pari al 18,9%.
Tra i 28 Paesi europei l’Italia è quello in cui, nel primo trimestre 2016, più disoccupati hanno rinunciato a cercare lavoro. Oltre uno su tre è finito a gonfiare le fila degli inattivi, secondo dati Eurostat pubblicati lunedì. La quota delle persone passate dalla disoccupazione all’inattività è del 37,1%, più del doppio rispetto alla media europea (18,9%). Nello stesso periodo, che coincide con la riduzione dal 100 al 40% degli sgravi contributivi sui nuovi assunti a tempo indeterminatosolo il 12,8% dei disoccupati italiani ha trovato lavoro a fronte di una media Ue del 15,4%. Il 50% resta senza occupazione.
Per fare quale confronto, in Francia i disoccupati che hanno abbandonato la ricerca nel primo trimestre 2016 sono il 17,1%, in Spagna il 14,2% e nel Regno Unito il 15,2%. I tre Paesi hanno visto invece restare senza lavoro rispettivamente il 63%, il 69,8% e il 65,3% di coloro che risultavano disoccupati nel trimestre precedente. Non sono invece disponibili i dati sulla Germania.
Sull’intera platea dei cittadini dell’Unione europea che nel quarto trimestre del 2015 risultavano disoccupati, il 15,4% (3 milioni) ha trovato un impiego nei primi tre mesi del 2016, il 65,7% pari a 13 milioni di persone è ancora senza lavoro e il 18,9% (3,7 milioni) si è spostato nella categoria dell’inattività economica.

TTIP. Il Ttip non è ancora fallito. E l’accordo col Canada arriva in suo soccorso.

Il Ttip non è ancora fallito. E l’accordo col Canada arriva in suo soccorso

Campagna Stop TTIP Italia
Profilo blogger La dichiarazione clamorosa è del ministro dell’economia tedesco Sigmar Gabriel che sul canale tv Zdf ha cantato il de profundis per un negoziato di liberalizzazione commerciale, quello tra Europa e Stati Uniti, che di fatto morto ancora non è. E’ da mesi che il primo ministro francese per primo, seguito da molti altri leader politici europei, si affrettano a distogliere lo sguardo dei loro cittadini da un negoziato che, nel frattempo, a Bruxelles procede, anche se senza clamore o particolari risultati.
Non è un caso che la dichiarazione di Gabriel arrivi a circa 20 giorni da quando, il 19 settembre prossimo, il suo partito, l’Spd, si riunirà in konvent cioè in ritiro a Wolfsburg e discuterà del futuro dell’Europa, del ruolo della Germania dopo Brexit, e per questo di Ttip ma soprattutto di Ceta: l’analogo negoziato che l’Europa ha chiuso col Canada nel settembre 2014 e che attende da allora che il Parlamento Ue lo ratifichi.
Il Ceta è una sorta di brutta copia in piccolo del Ttip, che ne contiene intatte tutte le insidie. Innanzitutto prevede l’introduzione dell’Investment Court System (Ics): la corte bilaterale a protezione degli investimenti che dà alle grandi imprese la facoltà di fare causa ai governi che legiferassero contro i loro interessi, funzionando come un vero tribunale corporativo.

Terremoto. DICHIARARE IMMEDIATAMENTE IL REATINO “ZONA DISAGIATA”, RICOSTRUIRE SUBITO L’OSPEDALE GRIFONI DI AMATRICE E POTENZIARLO INSIEME AGLI ALTRI OSPEDALI REATINI.

Ancora qualche mese fa le Associazioni del COMITATO REATINO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE inviarono a tutti i sindaci della provincia, al Sindaco di Rieti quale Presidente della conferenza dei Sindaci della ASL Rieti, alla Prefettura, al Presidente della Regione Lazio Zingaretti ed a tutti i Capigruppo dei Partiti presenti in Regione, un appello affinché la provincia di Rieti ed i rispettivi ospedali venissero ritenuti in “ZONA DISAGIATA”, e pertanto in deroga ai provvedimenti di contenimento della spesa pubblica.

COMITATO REATINO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE

Abbiamo ribadito ciò che era sotto gli occhi di tutti:
1.       che il Reatino si trova in una zona ad alto rischio sismico e idrogeologico
2.       che la provincia di Rieti è tra quelle a più alto tasso di popolazione anziana
3.       che la provincia di Rieti ha un territorio orograficamente montano e con collegamenti viari problematici
Sinora, le varie Amministrazioni regionali, non hanno mai preso in considerazione questi fattori e provveduto, di conseguenza, ad emanare un decreto in deroga per “Zona Disagiata” per la provincia reatina, come concesso, invece, per Monterotondo a 2 passi da Roma.
Nell’arco di 15 anni all’Ospedale di Amatrice, infatti, sono stati chiusi la Chirurgia e l’Ortopedia/Traumatologia, dopo investimenti milionari per potenziarli, reparti che in questa tragica occasione potevano essere preziosi. Invece, sono stati lasciati solo un piccolo pronto soccorso e pochi letti di degenza, senza peraltro rendere la struttura antisismica.
Addirittura per tenere “aperto” quel poco che restava dell’Ospedale “Grifoni” ci sono voluti infiniti appelli e proteste pubbliche delle Associazioni e la minaccia di secessione verso la Regione Abruzzo avviata dal Sindaco di Amatrice Pirozzi.
Ora che la struttura ospedaliera è inagibile, come scuole e altri edifici pubblici, crediamo che si debba ripartire proprio dagli appelli dei Sindaci di Amatrice ed Accumoli che stanno chiedendo a tutti i livelli istituzionali e non l’impegno per ricostruire anche il senso di una comunità così duramente colpita.

lunedì 29 agosto 2016

Parrot Security OS 1.4.2 - Recensione [ITA]

Terremoto. Servono volontari per la solidarietà attiva

BSA gruppo

contropiano
Un appello delle Brigate di Solidarietà Attiva
Ad una settimana dal nostro intervento nelle zone colpite dal Terremoto del Centro Italia, siamo attualmente presenti sul territorio di Acquasanta con all'attivo una cucina che già da due giorni ci permette di erogare più di 300 pasti fra pranzo e cena, saranno inoltre operativi a breve due spacci popolari che serviranno le zone di Acquasanta, Amatrice e le frazioni limitrofe col servizio “Volante Rossa”, tramite il quale in modo capillare stiamo tra la gente, soprattutto nei luoghi di autogestione dell'emergenza : portiamo cibo, vestiario, prodotti per l'igiene, ascoltiamo e cerchiamo il confronto e la condivisione delle vere informazioni.

Il fallimento del TTIP: "Continuiamo ad avere gli occhi aperti"

Ttip
globalproject 29 / 8 / 2016
«Il TTIP è fallito»: così il Ministro dell’economia tedesco Sigmar Gabriel. Stop TTIP Italia«importante risultato, ma non abbassiamo la guardia. E prossimo Consiglio Europeo di Bratislava metta la parola fine su TTIP e CETA»

La forza tellurica dell’eccezione Cronaca di solidarietà attiva dei Centri Sociali delle Marche



Campo Arquata del Tronto

globalproject 28 / 8 / 2016
A partire dalle ore successive al terremoto lo Spazio Comune Heval di Ancona è diventato un punto di riferimento per tutti coloro che hanno voluto portare il proprio sostegno alle popolazioni gravemente colpite dal sisma. In particolare dalle 17.00 è iniziato un flusso di centinaia di cittadini con la consegna di cibo a lunga conservazione, prodotti per l'igiene personale, coperte, vestiario e quant'altro. Decine i volontari che hanno lavorato per dividere il materiale e preparare gli scatoloni. Nel frattempo si sono avviati i contatti con le “Brigate della solidarietà attiva”, una rete civica di attivisti sociali del Piceno subito impegnata per organizzare gli aiuti alle vittime della catastrofe. Nelle ore successive la raccolta si è estesa ad altre città marchigiane come Civitanova Marche e Jesi. Da quest’ultima sono partite anche alcuni compagni speleologi verso Arquata per dare un contributo sia nel rimuovere le macerie che nel preparare la logistica.
Sabato 27 Agosto e domenica 28 una delegazione composta dai compagni del centro sociale Asilo Politico, dei dell'Associazione ORA - organizzazione ragazzi per ancona - e COBAS Scuola si è recata nei territori marchigiani interessati dal sisma; in particolare ha visitato il centro di raccolta di Colli del Tronto, i campi di Acquasanta e di Arquata del Tronto. Si è constatato che la maggior parte del materiale raccolto nei giorni scorsi è stato consegnato alle tendopoli a dimostrazione che la mobilitazione dal basso e senza filtri non solo sta riuscendo ma risulta essere necessaria. L'incontro diretto con le persone sfollate che sono sparse in differenti frazioni impervie ed isolate, ha portato ad aggiornare la lista dei beni da raccogliere per far fronte al meglio alle esigenze della popolazione. Una delegazione è giunta anche ad Acquasanta dove è stata allestita una cucina e poi è stato consegnato altro materiale. 

Riforme costituzionali, lo scontro di Renzi con l'Anpi potrebbe incoraggiare la Cgil? L'eccessiva prudenza di Camusso nello schierare il sindacato a favore del "No"

controlacrisiAutore: fabio sebastiani
La singolar tenzone tra l'Anpi e Renzi ha un doppio motivo di interesse: saggiare la volontà del premier di entrare davvero nel merito degli argomenti della cosiddetta riforma costituzionale e, in più, avere un'idea, almeno un po' approssimativa, di quanto stiano agendo in profondità le ripetute chiamate allo schieramento nel mondo Pd. Un test non di poco conto più che per l'Anpi, che dall'ultimo congresso è uscita con una maggioranza bulgara sul no alle modifiche costituzionali, per la Cgil, che dallo scorso maggio ha preferito mantenere un atteggiamento di estrema prudenza. Una prudenza sicuramente non nuova per quanto riguarda le tornate referendarie (quando si trattò di votare sulle manomissioni berlusconiane il coraggio fu decisamente maggiore) ma certamente più legata al calcolo politico, un po' miope per la verità, che ad altro. 

domenica 28 agosto 2016

Qual è la differenza tra musulmani sunniti e sciiti?

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La diatriba affonda le sue radici nel 632 dC, l’anno della morte del profeta Maometto, il fondatore dell’islam. Le tribù arabe che lo seguivano si divisero sulla questione di chi avrebbe dovuto ereditare quella che a tutti gli effetti era una carica sia politica che religiosa. La maggioranza dei suoi seguaci, che sarebbero in seguito divenuti noti come sunniti e che oggi rappresentano l’80 per cento dei musulmani, appoggiarono Abu Bakr, amico del profeta e padre della moglie Aisha. Secondo gli altri, il legittimo successore andava individuato tra i consanguinei di Maometto. Sostenevano che il profeta avesse designato a succedergli Ali, suo cugino e genero, e diventarono noti come sciiti, una forma contratta dell’espressione “shiaat Ali”, i partigiani di Ali.
I sostenitori di Abu Bakr ebbero la meglio, anche se Ali governò per un breve periodo in veste di quarto califfo, il titolo conferito ai successori di Maometto. La frattura in seno all’islam si consolidò quando Hussein, figlio di Ali, fu ucciso nel 680 a Kerbala (nell’attuale Iraq) dalle truppe del califfo sunnita al potere. I governanti sunniti hanno continuato a monopolizzare il potere politico, mentre gli sciiti hanno vissuto all’ombra dello stato, cercando una guida nei loro imam, i primi dodici dei quali discendevano direttamente da Ali. Con il passare del tempo, le credenze religiose dei due gruppi cominciarono a differenziarsi.
Tutti i musulmani osservano i cinque pilastri dell’islam e condividano un libro sacro, il Corano.

Classe Operaia. Francesco Zaccaria, vittima della strage criminale sul lavoro.

1462196225430.jpg--francesco_zaccariaQuesto con gli occhi lucidi e con il respiro trattenuto mi dice Amedeo Zaccaria a Taranto, mentre seduti vicini nella sede della USB a Talsano di Taranto aspettiamo l'inizio della manifestazione che, come avviene da tre anni, ricorda i tanti lavoratori uccisi all'Ilva.
Francesco Zaccaria era un ragazzo di 29 anni quando è stato assassinato. Il 28 novembre del 2012 è salito sulla grande gru che manovrava in riva la mare, uno di quei mastodonti che annunciano l'Ilva fin da molto lontano, quando in auto prima ancora di arrivare a Taranto già entri nell'immane territorio del mostro dell'acciaio. Francesco è salito sulla gru, è entrato nella sua cabina di comando a 60 metri d'altezza e ha iniziato il suo lavoro preciso ed efficace come sempre. Ma in breve il tempo già brutto è peggiorato e improvvisamente dal mare è sorta un tromba d'aria, un vero e proprio tornado. Francesco lavorava con le spalle rivolte al vento, quindi non ha visto la colonna nera che si avvicinava. Un suo compagno di lavoro su una gru uguale e vicina per caso si era invece voltato, aveva visto la colonna nera avvicinarsi e con semplice reazione d'istinto si era buttato fuori dalla cabina per cercare di raggiungere il suolo. Impresa assurda a 60 metri d'altezza mentre ti sta per colpire una tromba d'aria. E infatti il compagno di Francesco si era improvvisamente pentito del gesto e aveva tentato di rientrare nella cabina. Ma non c'era riuscito.

TTIP. La Germania annuncia: “Il negoziato Ttip è fallito”.

Si era capito dai molti problemi e dati tanti segreti. Poi la Brexit aveva rotto il ponte tra Unione Europea e Stati Uniti. Ora l'annuncio ufficiale da parte del Vice Cancelliere e ministro dell'Economia tedesco, Sigmar Gabriel. "Ritengo che i negoziati con gli Stati Uniti siano 'de facto' falliti, anche se nessuno lo vuole ammettere veramente". 


no-ttip In 14 round di colloqui, le parti non hanno trovato un'intesa su un solo capitolo dei 27 sul tavolo. "I negoziati con gli Usa sono falliti de facto perché noi europei non vogliamo assoggettarci alle richieste americane". 
Con questa ultima precisazione Gabriel chiarisce anche che – come da sempre sostenevano i suoi critici – in realtà il Ttip era un modo per azzerare anche quel poco di differenza ancora esistente tra il "modello europeo" e il "modello anglosassone".
Ma non fatevi soverchie illusioni: questa "non accettazione delle richieste americane" è stata fatta alla luce degli interessi delle società multinazionali europee, non certo in difesa delle popolazioni del continente