sabato 25 febbraio 2017

Olivia Sellerio - Lu juorno ca cantavano li manu (17 video)

questa sera su RAI Premium ore 19.25


questa sera su RAI Movie ore 21.20

questa sera su RAI4 ore 21.20

i fratelli di crozza

Siamo uomini o caporali?

 dinamopress Alessandro Brunetti*
Una riflessione sul nuovo articolo 603 del codice penale che punisce il reato di 'Sfruttamento del lavoro' e di 'Intermediazione illecita' di manodopera.
A distanza di cinque anni dall’ultima novella si è intervenuto ancora una volta sull’articolo 603-bis del codice penale, contenente il reato di Intermediazione illecita e Sfruttamento del lavoro. L’azione di governo era evidentemente rivolta ad un ambito immaginato come specifico e marginale, una sorta di mercato differenziale, dedicato alle forme più estreme e violente di spoliazione e profitto.

i fratelli di crozza

Trattativa Unicoop Tirreno in stallo: quale gioco stanno facendo?

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contropiano 
Giampaoletti prima di correre alla corte della Raggi lancia l'ultimatum: accordo o licenziamenti unilaterali

Siamo arrivati al sesto incontro della trattativa per la crisi di Unicoop Tirreno e ormai possiamo parlare di situazione di stallo, dato che anche oggi non c'è stato alcun avanzamento concreto sui temi fondamentali e siamo ancora fermi a tante parole e pochi fatti (oggi solo un altro lieve abbassamento di 20 unità del numero degli esuberi, qualche dato numerico di dettaglio e nient'altro).

Jack Ma: globalismo-canaglia, se non distribuisce ricchezza

http://www.libreidee.org

Jack Ma, patron di Alibaba«Quando Thomas Fridman ha pubblicato il suo bestseller “Il mondo è piatto”, nel 2005, la globalizzazione sembrava una strategia perfetta per gli Usa. Il loro discorso era questo: noi ci teniamo la proprietà intellettuale, la tecnologia e il marchio, e lasciamo il resto del lavoro ad altri paesi come Messico e Cina». La “lezione” la impartisce il professor Jack Ma, insegnante di liceo e poi fondatore del colosso dell’e-commerce Alibaba, al World Economic Forum di Davos. «Le multinazionali americane hanno incassato milioni e milioni di dollari dalla globalizzazione. Quando mi sono laureato all’università in Cina ho provato ad acquistare un cercapersone. Costava l’equivalente di 250 dollari, io ne guadagnavo 10 al mese come insegnante. Ma il prezzo per produrlo era 8 dollari. Ibm e Microsoft facevano più utili delle più 4 più grandi banche cinesi messe insieme: dove sono finiti quei soldi?». La risposta è facile, e avvilente: in paradisi fiscali. «Apple ha quasi 300 miliardi di dollari parcheggiati al riparo del fisco, in smisurati patrimoni personali, mentre Bill Gates destina tutto in beneficienza, in settori che decide lui, e in investimenti finanziari che hanno gonfiato la bolla di Wall Street», scrive “Dagospia”, in una nota che riprende servizi di “Forbes” e “Business Insider”.
«Trent’anni fa – ha aggiunto Ma – le compagnie americane di cui i cinesi avevano sentito parlare erano Ford e Boeing. Oggi sono nella Silicon Valley. E a Wall Street, dove sono stati investiti tutti i profitti. La crisi finanziaria ha cancellato 19,2 trilionidi dollari», cioè quasi 20.000 miliardi, «e ha distrutto 34 milioni di posti di lavoro. Immaginate cosa sarebbe successo se quei soldi fossero stati investiti nel Midwest, per sviluppare industrie e infrastrutture, e soprattutto educazione per chi non se la può permettere?». Un’accusa chiarissima: «Non sono gli altri paesi a rubarvi il lavoro, è colpa della vostra strategia: siete voi che non avete distribuito i profitti nel modo giusto». Jack Ma è convinto che non ci sarà nessuna guerra commerciale fra Cina e Stati Uniti, come si paventa da alcune affermazioni rese da Donald Trump durante la sua campagna elettorale. A difendere la globalizzazione e il libero mercato è intervenuto perfino il presidente cinese Xi Jinping, parlando all’apertura del Forum di Davos. Molto dell’economia cinese si basa proprio sull’export verso l’Occidente e verso gli Usa. L’applicare tasse ai prodotti della Cina potrebbe dare un colpo molto forte alle industrie del paese.

The Best of Bach

Mario Albanesi: "Togliersi di torno"

Diego Fusaro: "Occorre ripartire dallo stato sovrano nazionale"

Aborto, il dramma è delle donne, i diritti sono dei medici

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Sono tutti contro. Cei, Ordine dei medici, la stessa ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Tutti contro il bando di concorso indetto dalla Regione Lazio nel 2015 per assumere a tempo indeterminato due dirigenti medici della «disciplina Ostetricia e Ginecologia».
Medici «da destinare al settore Day Hospital e day Surgey per l’applicazione della Legge 194/1978». Tutti difendono il diritto dei medici di scegliere l’obiezione di coscienza, nessuno si preoccupa delle condizioni necessarie a garantire la libertà delle donne di praticare l’interruzione di gravidanza nelle strutture pubbliche.
È una specie di riflesso primordiale. Si parla di aborto e i diritti da garantire sono quelli dei medici. Non quelli delle donne. A testimonianza di una lotta che non si ferma mai, di una libertà conquistata che va difesa e rinnovata sempre.
Perché la libertà d’aborto rimane un punto controverso, fonte costante di tensione, basta vedere i provvedimenti del presidente Usa Donald Trump, che tagliano i fondi alle organizzazioni pro choice. E qui è il conflitto. Contro quella scelta che spetta solo alla donna. Una scelta difficile, dolorosa, ma che non può essere affidata e neppure condivisa, in ultima istanza, con nessuno. Questo dice la legge 194, che affida all’”autodeterminazione” il fondamento della libertà di scelta di ciascuna, oltre consulenti e anche oltre partner, coniugi, famiglia.

Chi usa i voucher? Ecco la lista segreta dell’Inps

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McDonald’s, Sisal, Manpower, Adecco, Chef Express. C’è anche la Juventus. I maggiori utilizzatori di voucher in Italia sono grossi gruppi che operano nel commercio, nella ristorazione, nell’organizzazione di eventi culturali e sportivi. La lista dei primi duecento è stata fornita nei giorni scorsi dall’Inps alla Cgil, dopo mesi di scontri e polemiche, e il manifesto oggi pubblica i 15 che stanno in cima: con tanto di importo lordo in euro e prestatori (i lavoratori cioè retribuiti con i ticket). Si tratta del 2016, anno dell’introduzione della cosiddetta «tracciabilità»: che ha rallentato la crescita, è vero, ma il fenomeno resta preoccupante perché i buoni staccati l’anno scorso sono stati circa 135 milioni (+24% rispetto ai 115 del 2015, cifre che verranno consolidate nei rapporti di marzo).
SE SCENDIAMO SOTTO la quindicesima posizione troviamo altri nomi noti: si va da Burger King alla Rinascente, da Bottega verde ad altre squadre come Lazio, Fiorentina e Chievo. Ma compaiono anche soggetti pubblici: il primo è il Comune di Benevento, chissà cosa potrebbe dirci il sindaco Clemente Mastella. Il pubblico però non fa solo ricorso diretto ai voucher: spesso infatti per eventi culturali, fiere o festival si assumono voucheristi attraverso alcune società che stanno in cima alla graduatoria, e che hanno nomi perlopiù sconosciuti. Ci sono infatti aziende ormai specializzate nel fornire questo tipo di lavoratori «usa e getta» sotto forma di steward, hostess, addetti alla sicurezza, camerieri ai buffet. Alcune voci della lista l’Inps le ha coperte per la legge sulla privacy.

restiamo umahahah

Torino, la sindaca Appendino sgombera il Centro popolare, punto di riferimento per comitati e gruppi impegnati nel sociale. Prc: "Un fatto gravissimo"

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Questa mattina l’amministrazione comunale a guida M5S di Torino ha ordinato lo sgombero a viva forza del Centro Popolare Torino Miccichè ubicato nel quartiere periferico Pietra Alta, uno dei quartieri più poveri e desertificati della città. Lo sgombero effettuato dalla polizia in tenuta antisommossa ha interessato uno stabile di proprietà comunale da tempo inutilizzato e proprio per questo adibito a punto di incontro dei comitati del quartiere impegnati nella lotta contro gli sfratti, per il diritto alla casa. 

"Un fatto gravissimo - si legge in una nota di protesta firmata da Ezio Locatelli, segretario del Prc di Torino - che oltre a negare la fruibilità di spazi pubblici per fini sociali è in totale rotta di collisione con qualsiasi promessa di riqualificazione delle periferie urbane, riqualificazione che passa attraverso anche la valorizzazione e il riconoscimento delle attività per il diritto alla casa, alla cittadinanza sociale, di contrasto alla povertà.

I figli? Roba da ricchi, o la fine della riproduzione

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Premessa
Guardandosi in giro
Non so se a voi capita, passeggiando, di osservare la gente che incontrate – l’età, il genere, da dove viene, come si veste – in un tentativo di comprensione delle piccole storie che stanno dietro a quei visi, a quelle mani, a quei capelli. A voi, non so; a me sì. Esco di casa e vedo vecchi che si aggirano per la città. I giovani sono una rarità, così come i bambini. Nelle strade, nei supermercati. Mi sento un giovane, anche se, con i miei cinquant’anni passati, so di non esserlo. Poi, quando per sbaglio esco dall’Europa, e vado, per esempio, in Sudamerica, vedo un mondo che mi lascia basito. Giovani, bambini che riempiono le strade, mamme che hanno forse vent’anni, e, improvvisamente, mi sento vecchio: sì, appartengo improvvisamente alla categoria dei vecchi.
Basta qualche ora di aereo, arrivare a Tirana, o a Skopje, a Tunisi, o a Istanbul e il mondo cambia.
Se vi è capitato di vedere questo, allora vi pongo una domanda: vi siete domandati il perchè, che relazione ha, questo, col modello di produzione capitalistico?

Torino. Ricercatrice rifiuta di collaborare con istituti israeliani

http://contropiano.org

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Una giovane ricercatrice dell’università di Torino, dopo il dottorato ha rifiutato la proposta di continuare a lavorare in un progetto sulle energie rinnovabili perché il progetto prevedeva la collaborazione con un una università israeliana di Tel Aviv. La giovane ricercatrice ha motivato la sua non facile decisione con le argomentazioni della campagna internazionale Bds (boicottaggio, disinvestimento, sanzioni) che da anni sta facendo pressioni sulle autorità israeliane per una radicale cambiamento di politica verso i palestinesi. “Le istituzioni accademiche sono un punto chiave della struttura ideologica ed istituzionale del regime di oppressione, colonialismo ed apartheid di Israele contro la popolazione palestinese – scrive in una lettera la ricercatrice (più sotto il testo integrale reso noto dal Collettivo Autonomo Universitario torinese).

Olio di Palma Santo Subito

http://dariocavedon.blogspot.it/


Ieri mi imbatto nel titolo di questa notizia "L'olio di palma non fa male, l'università di Napoli lo assolve"Incuriosito, vado a leggere anche l'articolo, attività ormai in disuso nei tempi della condivisione compulsiva di titoli-che-supportano-la-propria-teoria.

Beh, in effetti l'articolo dice niente di nuovo:
"L'olio di palma, secondo i relatori, solo se lavorato a temperature sopra i 200 gradi e senza adeguati controlli tecnologici potrebbe sviluppare alcune sostanze potenzialmente nocive."
Questo è praticamente quanto scriveva EFSA, l'Autorità Europea per la sicurezza alimentare nel suo rapporto sulla pericolosità del consumo di olio di palma. Rapporto dal quale - credo - si sia innescato tutto il processo che ha portato numerose aziende italiane dal togliere l'olio di palma dai suoi prodotti.

Online il corso informativo di LibreOffice realizzato da LibreItalia e Ministero della Difesa Italiano

http://www.marcosbox.org


La Difesa Italiana, nel programma di migrazione a LibreOffice, ha realizzato un percorso di eLearning volto a formare i propri dipendenti in maniera autonoma. Il percorso di eLearning è stato realizzato in associazione con LibreItalia che ne ha curato la parte didattica da usare come riferimento per i testi del corso. Il materiale è stato utilizzato dalla Scuola delle Trasmissioni e Informatica dell’Esercito (SCUTI) che ha realizzato un corso che, partendo dalle differenze tra Microsoft Office e LibreOffice, accompagna il discente alla scoperta delle funzioni utili a scrivere documenti, realizzare fogli di calcolo e presentazioni multimediali.
I sorgenti del corso sono stati ora pubblicati su Github liberamente disponibili e scaricabili per tutti gli utenti interessati a formarsi in completa autonomia.

Giuseppe Verdi, Nabucco

venerdì 24 febbraio 2017

Lavoro, unità, diritto alla felicità. Così la sinistra discute senza litigare



Giovedì 23 febbraio, Roma. Nella Sala Fredda della Cgil, a due passi da piazza Vittorio, si tiene un incontro in cui si parla di politica. Di sinistra, in particolare. Non possiamo fare a meno di andare, dietro il tavolo – promette l’invito – troveremo a discutere Maurizio Landini e Anna Falcone, Pippo Civati e Nicola Fratoianni, Paolo Ferrero e persino Michele Emiliano. Incredibile, pensiamo, val da solo la camminata.

Riaperto il Rialto, lo spazio è restituito alla città


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Riaperto il Rialto Sant'Ambrogio, sede di numerose associazioni tra cui il Forum italiano dei movimenti per l'acqua: lo spazio era stato sequestrato e sottratto alla città per essere messo a profitto. Alle 16 ci sarà un'assemblea al Rialto per capire quali siano i prossimi passaggi da fare La giunta Raggi sgombera il Forum dell'acqua
#RialtoLiberato! Oggi abbiamo riaperto il Rialto, uno spazio di democrazia e cultura indipendente
Questa mattina abbiamo deciso di riaprire il Rialto e di ridare alla città uno spazio che deve continuare ad essere un laboratorio di democrazia, incontro e produzione di cultura indipendente. Non ci vogliamo rassegnare al fatto che il Rialto, dopo lo sgombero subito il 16 febbraio, sia di nuovo consegnato al degrado e all'abbandono come centinaia di altri edifici nella nostra città. Non ci vogliamo rassegnare al fatto che Roma continui ad essere governata secondo logiche che puntano solo alla mercificazione dei beni comuni e alla messa a valore del patrimonio pubblico.

Il progetto Erasmus compie 30 anni, ma che fine fanno i trentenni oggi?

Erasmus
Siamo nati tra gli anni ‘80 e gli anni ’90. Alla nostra generazione è stato fatto un regalo – così almeno ci dicono: un’idea, un ideale, un’opportunità che come un fratello maggiore inizia a camminare con noi, a formarsi con noi, a capire il mondo con noi. Un fratello grande da cui imparare, a cui rivolgersi nel momento del bisogno e delle scelte. Il fratello Erasmus.
Qualcosa però è andato storto, o chissà non è mai stato come ci hanno raccontato. Il fratello buono forse è solo un venditore d’aria. Ci ha truffato tutti e vorrebbe continuare a farlo.
Ora però siamo diventati grandi e non ci facciamo più fregare.

I “campioni” del lavoro nero legalizzato. Voucher a mani basse e scheletri nell’armadio

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contropiano
L’Inps ha fornito alla Cgil, con cui c’era stata una aspra polemica, la lista delle prime duecento aziende che nel 2016 hanno utilizzato massicciamente i voucher come retribuzione per le prestazioni lavorative.
La lista è stata pubblicata in esclusiva da Il manifesto, ma la classifica si ferma alle prime quindici aziende.
In testa c’è la Best Union Company, società specializzata in gestione di biglietteria e organizzazione di eventi (per un importo di 3.123.980 euro), subito dopo c’è il prestigioso marchio di gioielleria Stroili con la sua rete in franchising (2.948.310 euro).