martedì 24 aprile 2018

con emiliano sempre nel cuore

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Ammazziamo i professori.

Non si contano più ormai, le reazioni violente, le vendette, financo i pestaggi di cui, sempre più spesso, sono vittime i docenti in molte scuole d’Italia. Non solo un’emergenza educativa, ma una vera e propria emergenza antropologica, alimentata dalla certosina opera di smantellamento culturale, sociale, politico della scuola statale italiana e dal degrado culturale del ventennio alle nostre spalle.




micromega  Anna Angelucci
La notizia è sui quotidiani di oggi: in un istituto tecnico di Velletri uno studente di 16 anni aggredisce verbalmente la professoressa che lo aveva rimproverato, minacciando di ucciderla e di scioglierla nell’acido. Il giovane bullo è in buona compagnia: non si contano più ormai, le reazioni violente, le vendette, financo i pestaggi di cui, sempre più spesso, sono vittime i docenti in molte scuole d’Italia.

La vogliamo derubricare a ‘emergenza educativa’, come sembrano proporre gli esperti, i giornalisti, gli opinionisti, così come molti genitori e addetti ai lavori? Vogliamo continuare a limitarci a formulare preoccupazioni, ammonimenti e blandi percorsi di riabilitazione formativa per i malcapitati colpevoli mentre i video in cui gli studenti bestemmiano, imprecano, umiliano o addirittura picchiano gli insegnanti (e i loro compagni ridono a crepapelle) impazzano sui social?

Quei giovani selvaggi. Lo spassoso dibattito sul bullismo tra ipocrisia e politicamente corretto.

cformentiTrovo letteralmente spassoso il "dibattito" sui recenti episodi di bullismo nei confronti di alcuni docenti di scuola media superiore. Giornali e televisioni hanno convocato opinionisti, psicologi, pedagoghi, tuttologi, politici, studenti, professori, genitori e chi più ne ha più ne metta, ma da questo diluvio di chiacchiere non è emerso granché.

 

micromega CARLO FORMENTI

Da un lato si è preso atto di alcuni dati di fatto: siamo di fronte a una generazione caratterizzata da un’elevata percentuale di ragazzi narcisisti, privi di freni inibitori, incapaci di distinguere fra realtà e videogiochi, inconsapevoli degli effetti del proprio esibizionismo online (che molti vivono come l’unico strumento in grado di certificarne l’esistenza), incapaci di concentrarsi per più di un minuto su qualcosa che non sia pura immagine, privi di empatia, ma le riflessioni sulle cause del fenomeno sono patetiche.
Colpa delle nuove tecnologie (smartphone, social network ecc.)? Ma chi ha alimentato la corsa al consumo sfrenato di questi strumenti in assenza di qualsiasi addestramento al loro uso critico e consapevole? Colpa dei genitori? Ma quei genitori appartengono in larga misura a una generazione che è cresciuta a sua volta in un clima culturale caratterizzato da consumismo, individualismo, indifferenza (per non dire ostilità) nei confronti degli altri, irresponsabilità personale e collettiva, per cui non c’è da stupirsi se solidarizzano con i loro virgulti, visto che gli somigliano fin troppo.

lunedì 23 aprile 2018

Questi sono i 25 eserciti più potenti al mondo. L’Italia è undicesima, tra Egitto e Corea del Sud.

Nel corso del suo primo anno di mandato, il presidente Donald Trump ha posto l’enfasi sulla potenza militare, ma gli Usa non sono l’unica nazione che cerca di aumentare le proprie capacità belliche.  


Christopher Woody

Risultati immagini per esercitoTra il 2012 e il 2016, sono state fornite più armi rispetto a qualsiasi altro quinquennio dal 1990.
La vendita di armi indica chi sta potenziando le proprie forze armate, ma è difficile fare paragoni militari. Il Military Strenght Ranking del 2017, compilato da Global Firepower cerca di colmare questo vuoto ricorrendo a oltre 50 fattori per assegnare un punteggio all’indice della forza militare di 133 nazioni.
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La classifica valuta la diversità degli armamenti posseduti da ciascun paese e pone un’attenzione particolare ai militari effettivi a disposizione. Vengono presi anche in considerazione la geografia, le capacità logistiche, le risorse naturali disponibili e lo status dell’industria locale.
Mentre gli armamenti nucleari riconosciuti ricevono un punteggio extra, le riserve nucleari non sono calcolate nel punteggio.
Inoltre, alle nazioni senza sbocco sul mare non vengono detratti punti per l’assenza della marina, anche se sono penalizzate per non avere una flotta mercantile.
Gli stati con una marina militare sono penalizzati se non c’è diversità nei loro mezzi navali.
Gli stati che aderiscono alla Nato hanno un leggero bonus perché teoricamente la coalizione condividerebbe le risorse, ma in generale non è stata presa in considerazione l’attuale leadership politica e militare di una nazione.
“L’equilibrio è fondamentale. Una forza di combattimento numerosa e potente per terra, per mare e nei cieli, supportata da un’economia resiliente e da un territorio difendibile, insieme a un’infrastruttura efficiente: queste sono le qualità impiegate per definire su carta la forza bellica complessiva di una particolare nazione”, dichiara la classifica.

Ecco quindi i 25 eserciti più potenti al mondo

Classe dirigente. Sekret, le intercettazioni esclusive della concorsopoli universitaria: “Non rientri nel patto, scordati la cattedra”.

Obbedisci e ringrazia. Questa è la prima regola per fare carriera nell’Università italiana. 

Risultati immagini per cupola dei baroniTorna Sekret con una nuova grande inchiesta di Marco Lillo che svela i meccanismi della cupola dei baroni, da oggi disponibile in abbonamento su app e sito di Loft.
In esclusiva assoluta gli audio delle conversazioni che hanno avviato le indagini della procura di Firenze sul dipartimento di diritto tributario. Ecco uno stralcio: “Non è che si dice è bravo o non è bravo. No, si fa questo è mio, questo è tuo…”. Sono solo alcune delle frasi dette nei colloqui tra i professori Pasquale Russo e Guglielmo Fransoni, alla presenza di Philip Laroma, il ricercatore italo inglese che, con la sua denuncia, ha dato avvio all’indagine.
Non è il merito a orientare le scelte, gli spiegano i professori, ma la logica del “do ut des” e del “vile commercio dei posti”.
Su Sekret ascolterete in esclusiva la vera voce dei baroni e le registrazioni dalle quali è nata l’inchiesta che oggi vede 59 professori italiani indagati per corruzione. In esclusiva anche la prima intervista concessa da Laroma. Non solo Firenze, ma anche Roma e Pisa: l’inchiesta di Marco Lillo racconta i retroscena di altre indagini in corso. Ma come funziona all’estero? Lo racconta Federico Ortino, professore all’università King’s College di Londra, spiegando che nessuno, in Gran Bretagna, prima di assumerlo, gli ha rivolto la domanda più comune in Italia: “Chi è il tuo professore?”.
Infine, l’intervista a Claudio Zarcone, padre di Norman, giovane borsista siciliano che, di fronte al “muro di granito delle baronie universitarie”, ha scelto di togliersi la vita per disperazione.
Su piattaforma e app di Loft sono disponibili, sempre in abbonamento, anche i due episodi della puntata sul caso Consip.

Scontri al confine di Moginevro.

Ieri, domenica 22 aprile, verrà ricordata come una giornata importante per la Valle di Susa. La risposta alla miserabile azione nazifascista del giorno prima, che ricordiamo si è concretizzata in un blocco dei migranti al colle della scala (peraltro inutile perché bloccato ancora dalle valanghe), non si è fatta attendere. 

Alcune centinaia di Antifascisti e Antirazzisti si sono dati appuntamento per ribadire la chiara posizione che è stata espressa in questi mesi a riguardo. Le nostre montagne non si usano per bloccare e rovinare la vita di chi ci abita e neanche di chi ci passa.
Si è quindi deciso di unirsi per forzare e attraversare il confine, con la determinazione della solidarietà vera, con i propri colori e la propria motivazione. Ebbene sì, se una trentina erano i nazisti francesi e italiani a presidiare il Colle della Scala fino a poche ore prima del concentramento, una cinquantina sono i migranti giunti a Briancon poco fa.
Il messaggio dovrebbe essere abbastanza chiaro. Il posto dei No Tav era insieme a loro, marciando per chilometri sotto sole primaverile di questa giornata dai tanti volti e dalle tante speranze. C’eravamo mettendoci ancora una volta la faccia per dire che sul territorio ribelle in cui viviamo vincono sempre i valori della libertà e dell’uguaglianza, contro braccia tese e la polizia.

Classe dirigente. Marche, denunciati 53 dirigenti della Regione. “776 assunzioni a tempo indeterminato senza concorso”.

La Guardia di finanza ha ravvisato un danno all'ente di oltre 121 milioni di euro, pari agli stipendi erogati ai dipendenti, quasi tutti impiegati nel settore sanitario: "Non bandivano i concorsi oppure li predisponevano esclusivamente per assumere lavoratori predeterminati". L'accusa per tutti è di abuso di ufficio.
Marche, denunciati 53 dirigenti della Regione. “776 assunzioni a tempo indeterminato senza concorso”Hanno “stabilizzato” 776 persone senza concorso pubblico oppure predisponendo bandi “fotografia” scritti “esclusivamente per assumere dipendenti predeterminati“, tanto che in alcuni bandi “i requisiti sono stati ‘fotografati’ su quelli effettivamente posseduti dai lavoratori interessati”.
È l’accusa rivolta dalla Guardia di finanza di Macerata, coordinata dalla procura di Ancona, a 53 dirigenti della Regione Marche al termine di un’indagine durata 18 mesi prospettando il reato di abuso d’ufficio.
I dipendenti, tutti precedentemente inquadrati con contratti co.co.co., lavoratori socialmente utili o a tempo determinato, sarebbero così stati assunti a tempo indeterminato contravvenendo – secondo la Finanza – anche alla norma costituzionale che prevede l’ingresso alle dipendenze della pubblica amministrazione per concorso.

Volevate un po’ di redistribuzione? Eccovi una doppia dose di austerità…

contropiano

Non capita spesso che direttori di quotidiani economici alzino la voce – ferocemente critica – nei confronti degli istituti sovranazionali che dettano il tempo delle “riforme” da fare nei singoli stati.
I media e le principali forze politiche hanno abituato il pubblico a prendere per oro colato, “scienza infusa”, le prescrizioni mortifere del Fmi, dell’Ocse, della Bce. Dunque che qualcuno, da dentro le istituzioni attive nell’informazione economica di qualità, sbeffeggi l’ennesimo report del Fondo Monetario Internazionale, è una novità di cui dar conto.

domenica 22 aprile 2018

Roma. Un 25 aprile antifascista, anticapitalista, antisionista, antirazzista

 contropiano
Come realtà pro-Palestina e antisioniste, anche quest’anno aderiamo alla manifestazione indetta dall’ANPI a Roma per il 25 Aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo, e invitiamo tutte le forze politiche e sociali democratiche, antifasciste e anticapitaliste ad una mobilitazione unitaria con contenuti internazionalisti, antisionisti e antimperialisti, la cui portata è ancora più ampia alla luce dell’attuale situazione interna e internazionale.

I comunisti tornino ad essere “movimento reale”


contropiano
Qualche volta occorre partire dalle domande e il forum tenutosi sabato a Roma, promosso dalla Rete dei Comunisti, ne ha proposte alla discussione almeno cinque: Il partito comunista di massa ha ancora senso ed efficacia?

A scuola di ferocia.

Trattare gli episodi di violenza nei confronti degli insegnanti con toni moralistici, pietistici o, peggio, invocando la perdita di generici orizzonti valoriali, appare limitante e, in alcuni casi, addirittura fuorviante.


Rete dei Comunisti
Studenti, insegnanti e lavoratori sono sottoposti da decenni a una vera e propria scuola di ferocia e di darwinismo sociale.
La politica è manovrata da un’ideologia supercompetitiva altamente diffusa che reca il messaggio secondo il quale se si vuole sopravvivere nella società è necessario ridurre i rapporti sociali a forme di guerriglia sociale. Sono troppi i giovani oggi che imparano troppo presto che il loro destino dipende da una responsabilità individuale, indipendentemente da relazioni strutturali più ampie.” Così scriveva nel 2015 Henry Giroux, studioso americano e padre della pedagogia critica, attaccando il modello di società perseguito dal neoliberalismo autoritario.
Gli effetti dell’ipercompetitività aggressiva e sempre più violenta sono sotto gli occhi di tutti e stanno aumentando vistosamente anche nel mondo della scuola.
Le reiterate violenze sugli insegnanti da parte di genitori e studenti, registrate dalla cronaca negli ultimi anni, sono la manifestazione più evidente dell’etica della sopraffazione, propria di un modello di società fondato sulla logica dell’homo homini lupus. La cosiddetta “comunità educante” si è trasformata, al di là delle tanto sbandierate politiche dell’inclusione, in luogo di atomizzazione sociale e di esclusione. Tutto ciò è stato reso possibile per mezzo del setaccio dell’insegnamento/apprendimento per competenze, basato sul paradigma della competitività.

Libro. “Appennino, atto d’amore”: idee di futuro per la montagna in un cammino lungo 900 chilometri.

Paolo Piacentini, esperto di Cammini per il Ministero dei Beni culturali, nel suo libro (edito da Terre di Mezzo) viaggia a piedi dalla Liguria al Lazio. Scopre sacche di resistenza nei luoghi distrutti dal terremoto e giovani che hanno deciso di dedicarsi al turismo sostenibile. Ma anche la mancanza di una governance di sistema che possa valorizzare le nostre montagne.
“Appennino, atto d’amore”: idee di futuro per la montagna in un cammino lungo 900 chilometriDa Riomaggiore a Castel Madama. A piedi per 900 chilometri, attraversando in poche settimane sette regioni, dalla Liguria al Lazio. Sono due amici, Paolo e Peppe, che percorrono con gambe, cuore e mente il nostro Appennino. Un viaggio tra luoghi abbandonati e sacche di resistenza di chi è determinato a restare, anche dove il terremoto ha ridotto il paesaggio a cumuli di maceriePaolo Piacentini in Appennino atto d’amore – La montagna a cui tutti apparteniamo (Terre di mezzo) racconta le trasformazioni e i cambiamenti dal 2009 a oggi.
Le sue non sono solo le parole di un esperto – che si occupa di Cammini per il Ministero dei beni culturali e già presidente del Parco regionale dei Monti Lucretili – , ma un atto di impegno civile verso quelle montagne dove manca un’adeguata governance di sistema Stato-Regioni-Comuni, che dovrebbe valorizzarle e provvedere alla loro manutenzione, oggi sempre più carente. La cura – dalla pulizia controllata del sottobosco e degli scoli fino alla costruzione dei terrazzamenti – è indispensabile per mantenere la vita lungo l’asse appenninico, per fare nascere nuove identità territoriali “capaci di attirare i giovani, sempre più stanchi del modello urbano”. Sono tanti i cammini sfiorati nel libro, tutti in Italia e che in pochi conoscono. Dalla Grande traversata della Alpi fino al Cammino naturale dei parchi, quello di San Benedetto, dei Briganti e all’Anello dei Sibillini. E ci sono anche la Transiberiana d’italia, cioè il treno Sulmona-Carpinone e il sentiero europeo E1, che da Capo Nord dovrebbe arrivare fino alla Sicilia.

Di solidarietà e collettività: vent’anni fa si scioglieva la RAF.

Trovare un nuovo Fuori.


»Sapevamo che questo sistema a livello mondiale avrebbe lasciato a sempre meno persone la possibilità di una vita dignitosa. E sapevamo che questo sistema vuole una presa totale sulle persone perché si sottomettano da sé ai valori di questo sistema e li facciano propri. Da questo presentimento veniva la nostra radicalità. Noi non avevamo niente a che fare con questo sistema.«
»Ciononostante l’agitazione sulla nostra violenza ha anche tratti irrazionali. Perché il vero terrore sta nella condizione normale del sistema economico.«
(dalla dichiarazione di scioglimento della RAF, scritta a marzo, pubblicata nell’aprile 1998)

20 anni fa la Rote Armee Fraktion, in una dichiarazione di diverse pagine, dichiarò il suo scioglimento. Solo poche compagne e compagni erano ancora in clandestinità, tre di loro ancora oggi sono latitanti, e, lo premetto, si spera sostenuti da strutture solidali e mai arrestati. Perché non potrebbero aspettarsi altro che bassezza tedesca nei confronti di rivoluzionari e rivoltosi; l’alternativa sarebbe tradire tutto o passare il resto della loro vita in carcere.
Nel 1970 si era costituita la RAF, all’epoca la dichiarazione era collegata a un’azione, la liberazione di Andreas Baader dal carcere. La dichiarazione finale ha rinunciato a presentarsi in forma di un’azione. Nel frattempo erano passati 28 anni, l’ultima azione della RAF, far saltare il carcere di Weiterstadt appena costruito, era avvenuta esattamente cinque anni prima. Quasi cinque anni erano passati dallo scontro con il GSG 9** a Bad Kleinen, nel quale si era arrivati all’”esecuzione stragiudiziale” del componente della RAF Wolfgang Grams, che prima nello scontro a fuoco aveva ucciso il membro del GSG-9 Michael Newrzella.
Nessun ritorno

Giornata Mondiale della terra, al via l’edizione 2018 sulla lotta all’inquinamento da plastica

https://www.ilfattoquotidiano.it

Secondo l’ultima indagine Beach litter condotta nel 2017, la plastica si conferma il materiale più trovato (84% degli oggetti) sulle 62 spiagge monitorate, seguita da vetro e ceramica (4,4%), metallo (4%), carta e cartone (3%). Il 64% dei rifiuti che finiscono sugli arenili proviene da oggetti che hanno vita breve: il 30% è costituito da imballaggi e il 34% da prodotti usa e getta come piatti e bicchieri

È dedicata alla lotta all’inquinamento da plastica l’edizione 2018 della Giornata Mondiale della terra, promossa dall’Onu e celebrata domenica 22 aprile. E mentre sul sito internazionale dell’Earth Day si racconta come il fenomeno “sta avvelenando i nostri oceani e le nostre terre colpendo la vita marina e la nostra salute”, l’immagine più emblematica è quella, diffusa solo una decina di giorni fa, della carcassa di un capodoglio trovato su una spiaggia di Cabo de Palos, promontorio della regione mediterranea di Murcia in Spagna, ucciso da 30 chili di plastica nello stomaco. “La lotta contro l’inquinamento causato dalle plastiche è diventata ormai una sfida mondiale – ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – e sempre più Paesi si stanno attrezzando per combattere la diffusione della plastica come è emerso alla conferenza mondiale dell’Onu sugli Oceani del giugno 2017 a New York in cui abbiamo raccontato anche la nostra esperienza”.
QUALCHE DATO – Legambiente ricorda che gli arenili continuano ad essere pieni di rifiuti.

Bds Campania. Boicottare il Giro d’Italia che parte da Israele

http://contropiano.org

Benché siamo tutti ovviamente impegnati a sostenere la manifestazione nazionale indetta dalle Comunità Palestinesi in Italia a Roma il 12 maggio, continueremo anche nel nostro lavoro per assicurare che il Giro d’Italia non passi impunemente per la nostra regione, qualora dovesse tener ferma la decisione di partire da Gerusalemme a sostegno delle espansionistiche ed illegali pretese israeliane di conquista piena e internazionalmente riconosciuta della città, già esplicitamente sostenute dalla decisione USA di trasferirvi l’ambasciata.
Sarebbe grave che, se il Giro d’Italia si ostinasse a celebrare con le tappe di Haifa e di Eliat il regime d’apartheid istituito da Israele in Palestina, lasciassimo che proprio in Italia non avesse risposte di condanna e di netta distanza da simili connivenze. Non dipende da noi la tappa campana del 12 maggio a Montevergine. Ma dipenderebbe da noi il lasciarla senza risposta, permettendo alla macchina del consenso israeliana di approfondire la propria tentacolare presenza nel tessuto della nostra società, senza neanche provare a sviluppare conoscenza dell’uso strumentale del ciclismo e dello sport per assopire ogni coscienza internazionalista nella dimensione del godimento spensierato e smemorato della contemporaneità. Senza provare a destare una coscienza critica e solidarietà con i diritti violati dei Palestinesi.

5 ortaggi da piantare che non hanno bisogno d’acqua

http://www.pollicegreen.com

Non tutti hanno grandi disponibilità di acqua negli orticelli. A volte invece il problema è il tempo che si ha a disposizione da dedicare all’orto e all’annaffiatura delle sue piante. Il problema si può risolvere scegliendo delle colture che non necessitano di grandi quantità di acqua e che resistono anche se non annaffiate per tanto tempo. Ecco 5 ortaggi da piantare che non hanno bisogno d’acqua:

1. Patate

Le patate sono uno degli ortaggi che necessita di pochissima acqua. Sono tuberi e quindi crescono sotto terra e con una buona pacciamatura riusciranno ad avere l’acqua di cui hanno bisogno solo grazie alle piogge.

2. Aglio

L’aglio è una pianta che necessita di poca acqua. Il rischio di annaffiare troppo è di vederlo marcire prima di poterlo raccogliere. Va benissimo per una coltivazione a basso livello di annaffiatura.

3. Legumi

Tutti i legumi, in particolare ceci, lenticchie e fagioli, non hanno bisogno di tanta acqua. In inverno le piogge sono più che sufficienti, mentre in estate potrebbero avere bisogno di acqua una sola volta a settimana.

4. Pomodoro siccagno

Si tratta di un particolare tipo di pomodoro che può essere coltivato in terreni aridi, senza irrigazione o dove si annaffia raramente. Anche se coltivati all’asciutto, questi pomodori sono grandi circa 80 gr e sono ottimi per le conserve.

5. Verze

I cavoli e le verze in generale hanno bisogno di essere annaffiate con regolarità ma siccome si raccolgono in pieno inverno possono approfittare delle abbondanti piogge autunnali per crescere bene senza bisogno di irrigazione.

Cosa seminare e/o trapiantare nell'orto ogni mese dell'anno

sabato 21 aprile 2018

Africa impoverita, migranti in fuga dal neoliberismo usuraio

http://www.libreidee.org

Il saggio di Ilaria BifariniIlaria BifariniIl suo nuovo libro si chiama  “I coloni dell’austerity. Africa, neoliberismo e migrazioni di massa”. Ilaria Bifarini stavolta si concentra sullo sviluppo mai raggiunto dal continente africano, dopo averci parlato di “Neoliberismo e manipolazione di massa” nella sua prima opera di successo. L’economista, che si definisce ‘bocconiana redenta’ come da sua bio social, parte da alcune domande semplici, ma a cui nessuno ha ancora risposto: dove sono finiti i miliardi di aiuti umanitari ai paesi africani? Perché dopo la fine degli imperi coloniali non si è avviato un modello di sviluppo e di crescita? Cosa spinge gli attuali flussi migratori di massa provenienti dall’Africa subsahariana? “Lo Speciale” ha deciso di fare con lei un “viaggio” nell’economia del continente africano, cercando di scoprire le ragioni di tanto sfruttamento senza alcuna crescita. E’ corretto o è una visione parziale che gli aiuti all’Africa hanno ucciso l’Africa? Tra il 1970 e il 1998, il tasso di povertà è salito da 11% al 66% per questo? «Nonostante la narrazione buonista diffusa dal mainstream, quando si parla di aiuti in Africa si fa riferimento principalmente ai prestiti concessi per rimborsare e rinegoziare il debito, sotto la regia del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale».

Qualche domanda, signori INVALSI

http://temi.repubblica.it/micromega-online/

di Rossella Latempa e Renata Puleo 

Sedicesimo anno dell’era invalsiana. Era infatti il 2002 quando l’INVALSI propose le prove come progetto-pilota a base campionaria: di lingua[1], matematica, scienze. Quale fosse il momento dell’età evolutiva e scolastica per saggiare le performances infantili ancora non era chiaro all’Istituto neonato, e solo successivamente si decise per la seconda e la quinta primaria. Una scelta per ciclicità piagettiane, si presume. Presunzione perché l’INVALSI non paga debiti a nessuno: inventa un mondo, una pedagogia, una didattica. A cascata i test arriveranno per le altre platee studentesche dell’obbligo e delle superiori, dal 2007[2], complici anche i diffusi entusiasmi di chi aderì alla sperimentazione, inizialmente a scopo dichiarato statistico. Del resto, il mondo della scuola dopo l’autonomia è stato caratterizzato da una continua rincorsa ad “essere i primi della classe” da parte di dirigenti e insegnanti. Il ruolo dell’Istituto di Valutazione si rinforza in un crescendo di decreti e circolari[3] dal 2013 fino ai decreti attuativi della Legge 107/2015. Otto decreti nati da nove deleghe (manca all’appello quello sul Testo Unico) conferite al di fuori delle strettoie previste dell’art. 76 della Costituzione dunque ampie, eccessive. Oltre che nel n. 62 esplicitamente dedicato alla valutazione, il ruolo dell’INVALSI è presente in tutti, nel n. 66 sull’inclusione all’art 4, tra le righe negli altri. Tutto quanto passa per La Buona Scuola deve essere oggetto di supervisione. 

Disoccupazione tecnologica. La Banca d’Inghilterra si arrende a Marx

http://contropiano.org

Non capita spesso che i marxisti si vedano far ragione da rappresentanti dell’alatissima borghesia, ma a volte accade. E la circostanza diventa davvero clamorosa se si pensa che “il borghese” in questione è addirittura il governatore della Banca d’Inghilterra, la più antica banca centrale del mondo capitalistico.
Ancora più importante, ci sembra, è il tema su cui il governatore Mark Carney ci dà ragione: l’evoluzione della tecnologia orientata ad automatizzare la produzione porterà certamente a una disoccupazione di massa di proporzioni mai viste prima. Con inevitabili tensioni sociali che – nientepopodimeno – potrebbe restituire “centralità al marxismo”.
L’espressione è ambivalente, perché appare ovvio che il governatore inglese identifichi Marx con “i comunisti”, ovvero un’impostazione scientifica bicentenaria con un movimento politico reale, a prima vista quasi inesistente, ma potenzialmente sovversivo dell’ordine esistente.
Ma anche sul piano strettamente scientifico, Carney avverte la crisi ormai palese del “pensiero unico” neoliberista e l’assenza di alternative scientifiche (e politiche, in senso lato) interne alla logica liberale, com’è stato per quasi mezzo secolo il keynesismo.

Normativa su EDILIZIA LIBERA


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380
Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A) (GU n.245 del 20-10-2001 - Suppl. Ordinario n. 239 )
note: Entrata in vigore del decreto: 1-1-2002.
vigenti al 21-04-2018    Testo in vigore dal: 29-8-2017

Art. 6. (L) (Attività edilizia libera).

1. Fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico, nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo:

a) gli interventi di manutenzione ordinaria di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a)*;
a-bis) gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 Kw;

b) gli interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio;

c) le opere temporanee per attivita' di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geo-gnostico, ad esclusione di attivita' di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;

d) i movimenti di terra strettamente pertinenti all'esercizio dell'attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;

e) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell'attività' agricola.

e-bis) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessita' e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni, previa comunicazione di avvio lavori all'amministrazione comunale;

e-ter) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l'indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;

e-quater) i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;

e-quinquies) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

*Art. 3 (L) Definizioni degli interventi edilizi (legge 5 agosto 1978, n. 457, art. 31)

1. Ai fini del presente testo unico si intendono per:
a) "interventi di manutenzione ordinaria", gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;

segue

GLOSSARIO - EDILIZIA LIBERA
(ai sensi dell’ art 1, comma 2 del decreto legislativo 25 novembre 2016, n.222)


venerdì 20 aprile 2018

Potere al Popolo: ma chi ha detto che non c’è?!

potere al popolo
C’è chi diceva: “non vi voto perché siete solo un cartello elettorale, vi scioglierete dopo le elezioni”.
Altri giustamente diffidenti: “non vi conosco, non so che fate”.

Be’, date un attimo uno sguardo qui. Fate vedere questo post a chi non crede che il cambiamento sia possibile, a chi è rassegnato e pensa che nessuno lotti.
In questo mese e mezzo passato dalle elezioni non ci siamo fermati un attimo. Centinaia di assemblee, iniziative di piazza, sostegno alle lotte, attività mutualistiche, apertura di sedi… Ma anche in prima linea contro la guerra, per i diritti di curdi e palestinesi.