sabato 23 settembre 2017

per non dimenticare: walter rossi


Trasporti. Londra toglie la licenza alla multinazionale Uber: fermi 40mila autisti


Fonte: il manifestoAutore: Roberto Ciccarelli
D’accordo il sindaco Khan. Ma per il sindacato degli autonomi Iwgb «più che revocare i permessi si dovrebbe agire per migliorare paghe e diritti di chi guida» Il 30 settembre la multinazionale Uber perderà la licenza di operare a Londra. L’annuncio è stato dato dall’autorità di regolazione dei trasporti della capitale britannica (Tfl) che ha giudicato il servizio della piattaforma digitale «inadatto e inadeguato» e ha anticipato l’intenzione di non rinnovare la licenza in scadenza. La Tfl sostiene che «l’approccio e il comportamento di Uber evidenziano una mancanza di responsabilità aziendale in merito a una serie di questioni collegate alla sicurezza pubblica» e parla di «reati penali» riguardo l’ottenimento di certificati medici e le fedine penali degli autisti.

Raqqa: miliziani ISIS accerchiati, ma continuano i combattimenti. In una città distrutta

dinamopress 
Forte avanzata delle SDF negli ultimi giorni. Città distrutta e minata. Circa 3mila civili ancora prigionieri di ISIS. Rojida Felat, comandante capo dell'operazione: «In un mese e mezzo, Raqqa sarà libera».
Le forze della Syrian Democratic Force - che riunisce curdi di YPG/YPJ, combattenti arabi, cristiani e yezidi - continuano ad avanzare nella città di Raqqa. Negli ultimi giorni hanno stretto il cerchio intorno all'ultimo quadrante della città che si trova ancora sotto il controllo di ISIS.

USA: DELIRIO e CASTIGO

http://selvasorg.blogspot.it/

Coriolanis - La tribuna dell'Assemblea generale dell'ONU è l'ambito scenario annuale dei governanti, in cerca di rating o effimera gloria mediatica, come sulla passerella di Cannes o l'assegnazione degli Oscar. Trump, sempre più ruspante, ha rincarato le dosi del vertigini apocalittiche e le consuete minacce contro l'intero mercato-mondo. Ha rieditato il genere western e le truculenze del "vado, l'ammazzo e torno", solo che il mondo è cambiato, e di molto. Nemmeno "salvate il soldato Ryan" è credibile dopo i 14 anni trascorsi infruttuosamente tra l'Afganistan e l'Iraq, più di quanto ci misero per avvassallare l'Europa occidentale.

Il problema dei problemi è che non riescono più a far paura, nemmeno al giovane presidente nordcoreano o alle milizie di Hezbollah. Troppi nemici, su troppi fronti, poco onore, soprattutto poco fatturato geopolitico per i piramidali bilanci destinati alle armate imperiali.

Conditi: moneta fiscale, e usciamo dalla crisi in 100 giorni

http://www.libreidee.org/

Fabio ConditiMolti mi chiedono: “Cosa faresti per uscire dalla crisi se tu fossi al governo?”. Bella domanda, perché è facile parlare di soluzioni finchè sai che non sarai tu a doverle attuare, altra cosa è essere lì ed avere la responsabilità della vita di 60 milioni di persone. Noi italiani. Tutti sanno che il problema dell’attuale crisi economica è la mancanza di soldi nell’economia reale, ma nessuno lo dice. Tutto il resto sono solo chiacchiere e distintivo. Ci dicono sempre che le cause sono la corruzione, l’evasione fiscale, il debito pubblico, gli sprechi, l’automatizzazione, la globalizzazione, ma noi sappiamo che non sono il problema principale. Ci distraggono in continuazione con discussioni su temi diversi come i vaccini, l’immigrazione, i cambiamenti climatici, gli attentati terroristici, gli stupri e qualsiasi altra cosa riesca a distogliere la nostra attenzione dall’unico e vero problema. La crisi economica deriva dalla mancanza di soldi nell’economia reale. Ma i problemi dovrebbero essere la scarsità di risorse umane e materiali, certamente non i soldi che si possono creare e vengono anche oggi creati in grandi quantità e senza alcun limite. Solo che finiscono nelle mani di pochi privilegiati, che si arricchiscono a scapito di tutti gli altri.

Moneta fiscale

Il punto di Giulietto Chiesa - Vaccini: decisione da rivedere. Le proteste sono giustificate (EN-FR)

Fermiamo il CETA al Senato: da domani 21 settembre alle 12 tempesta di tweet e email

http://www.sbilanciamoci.org/

Il CETA domani 21 Settembre fa i suoi primi passi formali: la parte commerciale parte, infatti, in approvazione provvisoria, e il 26 Settembre torna al Senato italiano per essere formalmente ratifichiamo.  Tutta l’Europa si mobilita per riaprire la partita: possiamo farlo solo impedendo ai nostri parlamenti di ratificare il trattato!
Come la scorsa estate dobbiamo spingere i senatori italiani a portare il CETA fuori dall’agenda e consegnarne la ratifica al prossimo Parlamento. Spiegando loro, proprio sotto elezioni e con tutti gli strumenti possibili, che se dicono si al CETA non li votiamo più,
Dalle ore 12 Tweetstorm e mailbombing
Noi twitteremo dalle 12.00 agli indirizzi dei seguenti senatori i messaggi che trovi qui sotto: 

Tiny Core Linux 8.1 (richiede soloi 12 MB di RAM) DODICI!

Tiny Core Linux

Tiny Core Linux è un desktop grafico Linux in 12 MB. Utilizza kernel recenti,BusyBox, Tiny X, Fltk, e Flwm. Il sistema funziona tutto in ram ed effettua il boot velocemente. L’utente può scegliere quale software installare attingendo dal repository online.

Versione 8.1

Questa versione contiene (in Inglese):
* patched busybox rpm2cpio lzma bug
* tc-config: static ip – from andyj
* added lzma functionality to busybox
* busybox updated 1.25.1 -> 1.27.1
* busybox CONFIG_FEATURE_SYSLOGD_READ_BUFFER_SIZE=512 re-established
* duplicated busybox syminks removed
Note also that the firmware and tc-install content in the CorePlus iso has been rationalised

Rilasciato QCAD 3.18.0 con il supporto per DXF/DWG R32 (2018)


Ribbonsoft ha annunciato il rilascio di QCDAD 3.18.0 che porta con se il supporto per i formati DXT/DWG R32 (2018), nuovi e migliorati strumenti polilinea e spline e vari aggiornamenti per dwg2maptiles.
Ma vediamo il changelog completo:

Qualcosa a Sinistra. CENTO PIAZZE PER IL PROGRAMMA.

ASSEMBLEE, ORGANIZZAZIONE, ADESIONI
22 SETTEMBRE – 29 OTTOBRE 2017


perlademocraziaeluguaglianza.it
Il percorso del Brancaccio va avanti e cresce grazie alle assemblee che si stanno celebrando in tutta Italia, fra piccoli e grandi centri. Solo per citare questi ultimi, già nel mese di Luglio, si sono tenuti i primi incontri a Firenze, Roma e Milano. Sono seguite a Settembre le assemblee di Torino, Bologna, Pescara e Perugia. Presto sarà la volta di Genova, Napoli, Venezia, Palermo e, a seguire, tante altre città. Parte da qui la nostra iniziativa “Cento Piazze per il Programma”: incontri partecipati, seri, bellissimi, ricchi di idee e di entusiasmo, in cui stiamo dando seguito al percorso iniziato il 18 Giugno a Roma. Da tutti scaturisce la volontà di costruire insieme una Sinistra unita e capace di invertire la rotta del Paese: due caratteristiche indivisibili, perché la prima è in funzione della seconda.
La strada che porta a questo risultato non passa attraverso tavoli di vertice, ma dalla costruzione di un progetto politico innovativo, chiaro, radicale, che possa realizzare una Lista civica e di sinistra con candidati credibili e scelti democraticamente dai cittadini e nei territori, non calati dall’alto. Per questo abbiamo deciso di iniziare dalla partecipazione dei cittadini e dalle assemblee tematiche in cui scrivere insieme il programma.
LE ASSEMBLEE

Roma. Il mercato con prodotti bio da tutto il Lazio apre in centro per 20 domeniche.

Roma, il mercato con prodotti bio da tutto il Lazio apre in centro per 20 domenicheSi parte il 24 settembre, in vicolo della Moretta, con i gazebo e leccornie di ogni tipo, provenienti dalla Capitale ma anche dai paesi colpiti dal terremoto.
repubblica.it

Un mercato in pieno Centro, in vicolo della Moretta, dove arriveranno tutti i prodotti bio delle aziende del Lazio. Quello di domenica 24 settembre è il primo di venti appuntamenti che si svolgeranno fino a giugno 2019, ogni ultima domenica del mese esclusi luglio e agosto 2018. All'iniziativa, organizzata dal Consorzio Bioroma, la cooperativa agricola che raccoglie i produttori bio di tutta la regione, parteciperanno da cooperative storiche di produttori biologici, come Agricoltura Nuova e Cobragor, che occuparono le terre 40 anni fa a Roma, alle nuove cooperative di giovani assegnatari delle terre pubbliche del Campidoglio e dell'Arsial come la cooperativa Coraggio e la Cerere.
Non solo, ci sarà anche la cooperativa zootecnica di Grisciano che porterà i suoi prodotti bio di Accumoli e di Amatrice, i territori martoriati dal terremoto, ma dove già le imprese agricole hanno rimesso in piedi le coltivazioni e sono in cerca di mercati più ampi. Tra i prodotti, offerti in vendita in nove gazebo alzati nella strada, ci saranno ortaggi e frutta, salumi e formaggi, carne bovina e suina, pane, pasta e prodotti da forno, miele e confetture, vino e olio, dadi e creme vegetali.

Qualcosa di Sinistra. Post-Brancaccio, l'appuntamento è per il primo ottobre a Roma: assemblea aperta per il programma.

Il gruppo promotore dell’assemblea del 10 luglio a Roma, che faceva seguito all’iniziativa del 18 giugno al Brancaccio, promossa da Anna Falcone e Tomaso Montanari, convoca a Roma un’assemblea per la domenica 1 ottobre, dalle 10 alle 16, a Largo dello Scoutismo 1.

"Per la democrazia e l’uguaglianza. Guerra alla povertà e non ai poveri, contro tagli, austerità, impoverimento, esclusione", è il titolo dell'iniziativa.
L’assemblea e’ aperta, e avrà’ un carattere programmatico. Verranno cioè esaminati punti, che confluiranno nel percorso nazionale.
L’iniziativa fa parte di CENTO PIAZZE PER IL PROGRAMMA, la proposta lanciata da Anna Falcone e Tomaso Montanari, che tra assemblee e adesioni alla piattaforma online, ha come obiettivo un appuntamento nazionale in novembre.
Dal 25 settembre, fanno sapere gli organizzatori, sul sito sarà anche possibile aderire al percorso del Brancaccio.
Clicca qui per il link

Perché i salari ristagnano: un’economia ottimizzata per la finanziarizzazione.

Per questo la quota salari nel mondo occidentale è in caduta libera: l’unico modo di guadagnare in questa situazione è spremere il sistema finanziario quanto più possibile.

Di Charles Hugh Smith, 8 settembre 2017
Tradotto da Malachia Paperoga per http://vocidallestero.it.

Il rapporto tra il monte salari e il PIL è in caduta libera, come diretta conseguenza dell’ottimizzazione della finanziarizzazione.
Il tallone d’Achille del nostro sistema socio-economico è la stagnazione secolare dei redditi da lavoro, vale a dire di stipendi e salari. Salari stagnanti rovinano tutti i settori della nostra economia: il consumo, il credito, le tasse e, forse ancor più importante, il tacito contratto sociale secondo cui i benefici degli aumenti di produttività e dell’aumentare della ricchezza dovrebbero essere distribuiti largamente, se non proprio equamente.
Questo grafico mostra che il declino della quota salaridel PIL non è un problema recente, ma un trend che dura da45 anni: nonostante qualche sparuto recupero, i lavoratori (ossia coloro che guadagnano attraverso un lavoro/impiego) hanno visto la loro fetta di PIL decrescere, a prescindere dalla situazione economica o politica.
Stipendi e salari come percentuale del PIL
La quota legata a stipendi e salari in percentuale sul PIL è declinata indipendentemente dalle condizioni macro, la domanda di lavoro è cresciuta solo durante il boom delle dot.com.


Modello Ryanair in crisi. Il neoliberismo battuto sui salari.

Dal punto di vista dal “personale dipendente”, Ryanair ha indubbiamente imposto salari bassissimi rispetto agli standard del trasporto aereo, turni assurdi in dispregio delle stesse normative europee sulla sicurezza (un pilota stanco è un pilota pericoloso…), zero diritti sindacali, licenziabilità ad libitum. Se questo fosse stato sufficiente a creare una compagnia low cost di successo, tutte le altre compagnie avrebbero seguito la stessa strada (e in misura notevole lo hanno anche fatto) spostando la concorrenza sul livello più basso possibile del costo del lavoro. Il successo clamoroso – nelle dimensioni dei profitti – ha invece arriso quasi alla sola società di Michael O’Leary, mentre molte altre compagnie low cost sopravvivono appena dignitosamente e qualcuna fallisce miseramente (la tedesca Air Berlin, che pure ha alle spalle l’esperienza e la potenza di Lufthansa).
In fondo gli altri costi industriali (prezzo dei velivoli, manutenzione, carburante, tasse aeroportuali, ecc) sono uguali per tutti i vettori. Dunque il solo costo del lavoro basso non può bastare.

Migranti/Schiavismo. Caporalato e razzismo, arrestati due fratelli a Cosenza: lavoro in nero e paga diversa in base al colore della pelle.

I due, 48 e 41 anni, sono ai domiciliari per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, aggravati dalla discriminazione razziale. Dalle indagini è emerso che prelevavano rifugiati africani da un centro di accoglienza e li sfruttavano nei campi insieme ad altri stranieri, pagando 25 euro al giorno i neri e 35 i bianchi. Li facevano dormire in baracche e mangiare a terra.
 
Caporalato e razzismo, arrestati due fratelli a Cosenza: lavoro in nero e paga diversa in base al colore della pelle
Assumevano lavoratori in nero nella loro azienda agricola, poi la paga variava in base al colore della pelle. Con queste accuse i carabinieri hanno arrestato due fratelli di Amantea, in provincia di Cosenza, nell’ambito di un’inchiesta sullo sfruttamento dei rifugiati ospitati nei centri di accoglienza. Sono ai domiciliari per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, aggravati dalla discriminazione razziale. Da quanto accertato, i due fratelli Francesco e Giuseppe Arlia Ciommo, 48 e 41 anni, facevano lavorare in nero nella loro azienda agricola migranti africani, oltre a romeni e indiani. La paga però era variabile. I “bianchi”, infatti, prendevano 10 euro in più degli altri: 35 euro al giorno contro 25.  

venerdì 22 settembre 2017

Tecnologia e “sinistra”, è ora di rompere l’incantesimo

 contropiano
Nella trattazione ormai quotidiana della cosiddetta “innovazione tecnologica”, due questioni collegano saldamente le opinioni con cui capita, salvo rare eccezioni, di confrontarsi: l’irreversibilità e il carattere intrinsecamente neutrale del “progresso” tecnico, con relative ricadute che i due fattori generano nella società in cui viviamo.

Catalogna: comunque vada, Madrid ha già perso

 

Pochi giorni fa era stato lo stesso primo ministro spagnolo ad annunciare l’incrudimento della repressione con una frase alla quale pochi media internazionali hanno dato risalto: “Non costringeteci a fare ciò che non vogliamo fare”. 

lo trovi su cb01puntouno

Nord di Roma. Bracciano, la montagna di rifiuti di Cupinoro: “Temiamo diventi la discarica di Roma. Non è mai stata stralciata”.

“Eccola lì, la nostra ferita”. Elena si è trasferita qui a Bracciano trent’anni fa. Trent’anni in cui questa terra è diventata la sua terra, tra colline, vegetazione, orti da coltivare, frutta e verdura da vendere, la riserva naturale di Monterano, la solfatara di Manziana, il lago, il castello dove non si sposano solo i vip, la campagna e la dolcezza delle colline.


La “ferita” è una montagna di 3 milioni di tonnellate di rifiuti tal quale (definizione sotto cui ricadono tutti i rifiuti solidi urbani non ingombranti e non pericolosi), sotto alla quale un allevatore fa pascolare le sue pecore, da cui ricava latte e formaggio. Una presenza in mezzo alla campagna laziale di una cinquantina di metri: 30 sopra sopra il livello della terra, una ventina sotto.
Siamo a pochi chilometri dal centro di Bracciano e questa è la discarica di Cupinoro: non riceve più rifiuti dal 2014, la sua gestione post-mortem durerà per 30 anni, e la storia dei suoi più di due decenni di spazzatura preoccupa gli abitanti della zona. “Dal giorno della chiusura della discarica abbiamo chiesto che venisse avviata una seria indagine ambientale su quanto conferito in quella discarica”, racconta Elena Rosa Carone Fabiani del movimento che da anni si batte contro la discarica, ‘Fermiamo Cupinoro’. “Ma costa e probabilmente non si farà”, prosegue scuotendo la testa. “Quello che si pensava di fare è di chiudere la discarica, tombarla (il capping, in gergo) ricoprendo tutto ciò che c’è sotto. Noi abbiamo chiesto alla Regione Lazio un’indagine ambientale e a tutt’oggi non abbiamo avuto risposte”. Non solo: l’area intorno alla discarica di Cupinoro presenta anche diversi vincoli come quello archeologico e paesaggistico.

Biani.